Un giorno all'Expo Milano 2015.


Cosa ho fatto in un giorno all'Expo 2015

Ciao a tutti,
oggi post diverso dal solito. Non una ricetta, non un decalogo di trucchetti e consigli e nemmeno un tutorial.
Quindi? Cosa state per leggere?
In realtà è proprio un post da Blog oggi.
Vi voglio raccontare una mia esperienza con tutte le emozioni e punti di vista personali annessi e connessi.
Perciò partite insieme a me per questa gita all'Expo vista con i miei occhi.

Da food blogger (massi' oggi voglio sentirmi importante) non potevo saltare l'appuntamento con Expo Milano 2015 dato il privilegio di averlo vicino a casa e soprattutto dato il tema trattato da questa edizione.
"Nutrire il pianeta, energia per la vita" è questo il pay off, dell'expo quest'anno. Un tema importante che racchiude un valore ancora più importante, a parer mio, quello del rispetto.
Ebbene, quando a Maggio hanno presentato l'esposizione universale ho deciso di non informarmi più di tanto e di questa scelta ne sono soddisfatto tutt'ora.
Avevo già deciso che ci sarei andato e non avevo voglia di essere influenzato in nessun modo, volevo fare un esperienza vergine cercando di crearmi più idee personali possibili.

Il famoso Passaporto dell'Expo.
Viene venduto all'entrate a 5€ e serve per raccogliere i vari timbri dei padiglioni,
come se facessi veramente il giro del mondo.
Simpaticissima idea (anche se avrei preferito fosse incluso nel biglietto)

Vi do quindi il mio punto di vista (influenzato dal mio spirito foodie e da blogger) tramite le risposte a quelle domande che io stesso mi sono posto quando ho comprato il biglietto.

DOVE HO COMPRATO IL BIGLIETTO?
Credo che questo sia il primo problema che mi sono posto, ma fortunatamente con Internet si può fare e sapere (quasi) tutto.
Io l'ho comprato alla Coop. Ho usufruito dello sconto soci Coop e ho risparmiato qualcosa; ci sono diversi sconti anche per studenti e anziani.

COME SONO ANDATO ALL'EXPO?
In treno. Io sono di Torino e ho speso circa 20 euro per fare andata e ritorno da Milano senza fatica. Ho scelto questa opzione perché ho pensato: tanto andando in macchina avrei speso di più, tra parcheggio e autostrada, e secondo me mi sarei persino stressato di più.

SI PUO' VEDERE EXPO IN UN GIORNO?
La risposta è no. Io non ci sono riuscito.
È innegabile dire che per andare all'Expo ci vuole pazienza, questo perché ogni padiglione ha una coda.
Quelli più "famosi" hanno una lunga coda... e quelli meno famosi hanno comunque  un po' di coda.
La coda più veloce che ho fatto è stata di 2 minuti quella più lunga di 3 ore e mezza.
Sono andato di venerdì, penso che questo influisca. Leggendo di qua e di la comunque per i padiglioni più richiesti la coda è sempre assicurata.
Questo non ci deve scoraggiare perché a parer mio ogni coda vale la pena di essere fatta. Non sono rimasto deluso da nessun padiglione che ho visitato.
Certi mi hanno fatto innamorare, certi divertito e altri incuriosito.
Ecco quindi cosa sono riuscito a vedere nelle mie 11 ore a Expo. 

  • GIAPPONE - Sembrerebbe il padiglione più visitato o comunque che incuriosisce maggiormente. Appena entrato, dopo i tornelli di controllo, ho tergiversato giusto 5 minuti e poi mi sono lanciato nel Decumano (la via principale dove tutti i padiglioni si dislocano) per raggiungere il padiglione del Giappone, in fondo rispetto a dove sono entrato.
    Appena arrivato ho notato la coda, molto lunga, che faceva tutto il giro del grande padiglione, e un bel cartello che diceva "3.30 ore d'attesa".
    Zaino in spalla e sorriso in faccia ho quindi iniziato la mia attesa. Faceva caldo ma ho trovato ombra a quell'ora e ho passato il tempo a relazionarmi con i vicini di coda, per capire quali altri padiglioni visitare dopo.
    Un plauso va allo Staff giapponese: educato, gentile e riconoscente dell'attesa che stavamo facendo.

    Il percorso obbligato dura 50 minuti (secondo me è questo che porta tutta quella coda).
    Io l'ho trovato stupendo, un mix tra antico artistico e un moderno riflessivo. È stato bello vedere la tecnologia al servizio del racconto di un passato e di una cultura, quella giapponese, millenaria.
    Se si possiede uno smartphone dotato di NFC diventa utile scaricare l'app del padiglione per vivere a 360º questa esperienza.
    Vi lascio alcune immagini dei percorsi che si fanno nel padiglione.

    Inizia tutto con l'arte
    Un anno stagionale in 5 minuti
    Spesa del futuro da fare con lo smartphone :)
    Immancabile storia del Sushi
    La cultura del Giappone passa attraverso la loro cucina e quindi anche
     i loro famosissimi coltelli
    Bellissimo detto Giapponese
    Spettacolo al ristorante del futuro.
    Sostenibilità, tecnologia e umanità che passa attraverso il cibo e l'amicizia.

  • STATI UNITI D'AMERICA - Ho trovato poca coda, padiglione molto scorrevole. Entro e mi "accoglie" Obama che con un video registrato ci racconta della responsabilità che bisogna avere nei confronti del cibo (diciamo che questo è un po' il sunto).
    Il sub-tema è l'American food 2.0.
    Carini i giochini interattivi per i giovanissimi e la terrazza al piano superiore per fare un po' di foto. Meraviglioso l'angolo food truck con tutti i più famosi street food americani da acquistare e gustare.

    L'accoglienza di Obama
    Cultura sugli stati federali
    La mia costa preferita
    La vista sull'Expo, e non solo, dalla terrazza
  • PAESI BASSI - Qui ho fatto giusto un saltino, è un padiglione che non ho molto capito perché l'ho fatto di fretta. Diciamo che ho apprezzato la riunione dello street food olandese e non: ci sono le famose patatine fritte olandesi e i mini pancakes alla Nutella che sembra spopolino tra i giovanissimi.

    Troppo belli i minipancakes.com
    e troppo buoni
  • SPAGNA - Poca coda anche qui, padiglione scorrevole e di design. È un paese simile al nostro e racconta come mangiano e come gestiscono le loro materie prime. Bella la parte dedicata all'olio di oliva (che io amo follemente) e "la sala cinema" fatta con i piatti.
    C'era anche un concorso per vincere una cena grazie ad un selfie, simpatica iniziativa.

    Il cinema fatto di piatti
    La tecnologia è molto presente in tutta Expo
  • CINA - Coda scorrevole, percorso libero. Viene raccontata sia la cultura culinaria che quella artigianale. Il pezzo forte è il campo di grano Hi-Tech. Più di 1000 Led che si attivato e seguono la stagionalità del grano con effetti speciali anche simpatici, come l'ombra dell'aquila che sorvola il campo stesso.

    Molto affascinante la struttura
    Come già detto la tecnologia è ormai utilizzata per tutto

    Il suggestivo campo di grano virtuale
  • SVIZZERA - A dire di molti è quella che ha azzeccato maggiormente il tema dell'Expo con la sua torre della responsabilità.
    Il padiglione stesso non l'ho visitato ma ho avuto modo di vedere la torre sopra citata. Apre in certi orari a tutti, se invece si vuole visitarla liberamente bisogna munirsi di un biglietto presso il padiglione stesso.
    Io sono entrato con la visita delle 19.00, dopo un 35 minuti di coda.
    Praticamente è una torre "creata" con alimenti fondamentali: caffè, sale, mele e acqua (diciamo che sono la metafora dei "fondamentali"). C'erano 4 piani di cibo e adesso il pavimento è sceso fino al primo poiché quasi tutti gli alimenti sono conclusi.
    Una persona può entrare e portarsi via gratuitamente tutto quello che vuole ma lo staff ti redarguisce sul fatto che questo atteggiamento potrebbe ammazzare il nostro futuro. Se noi imparassimo a consumare solo ciò che copre il nostro fabbisogno allora nei prossimi anni, anche se la popolazione mondiale aumenterà, tutti avranno da mangiare.
    È carino come esperimento. In soldoni: se uno prende tutta la scatola di mele il prossimo gruppo che visita la torre non avrà più nulla da prendere / se uno mangia e spreca tutto il cibo del 2015-16-17... magari i suoi nipoti non avranno più nulla con cui sfamarsi.
    Per ora viviamo nell'abbondanza...
    ma se il mondo finisse in questa situazione?
  • INGHILTERRA - Poca coda anche qui, ma con il senno di poi avrei lasciato la visita per la sera. Il perché è presto detto. Il padiglione tratta il tema del cibo attraverso le api.
    È riscontrato scientificamente che le api sono importantissime per il nostro equilibrio agricolo mondiale,ovviamente grazie all'impollinazione delle piante.
    Il padiglione della Regina ha trattato un argomento regale appunto, un maxi alveare di acciaio ti accoglie e grazie ad un accellerometro collegato ad un vero alveare, lo faceva illuminare tanto quanto le api stavano lavorando.
    Tema azzeccato e trattato molto bene.
    Quindi perché visitarlo di sera? Perché alla sera le api lavorano dentro l'alveare.
    Le vere regine del padiglione
    Un viaggio di ritorno a casa, come se fossi un ape.
    Di sera le luci sono bellissime
  • CLUSTER CIOCCOLATO - Expo non è fatto solo di padiglioni unici delle diverse nazioni, ma è fatto anche di Cluster, padiglioni comunitari con un tema specifico.
    Non immaginavo fosse così grande il frutto della fava di cacao
    (quello tutto a destra)
    Io ho visitato quello della cioccolata (ero insieme alla mia ragazza e lei ama la cioccolata), ma ci sono anche altri argomenti e tipologie. Per esempio in quello dei cereali e legumi si può mangiare l'ormai famoso crocoburgher: l'hamburger fatto di carne di coccodrillo.
  • AUSTRIA - Bello, ma la realtà è che sono entrato solo per mangiarmi la Sacher. Mea culpa.

  • Quanto era buona <3
                   (La mia torta preferita, per inciso)                
  • ANGOLA - Per ultimo ho visitato il padiglione dell'Angola, inizialmente come ripiego: volevo vedere quello del Brasile che ha la famosa rete sospesa ma purtroppo c'erano 30 minuti di coda e io avevo il treno giusto 45 minuti dopo.
    Bè come dico sempre niente capita per caso...
    L'Angola mi è piaciuto molto! Ho scoperto una nuova cultura, un paese con la sua storia e le sue peculiarità, famoso anche per la grande produzione e utilizzo dell'olio di palma (chissà se sanno cosa sta succedendo all'opinione pubblica italiana riguardo l'argomento).
    Ben fatto, positivamente rumoroso e brillante. Anche qui una magnifica terrazza ci regala una vista mozzafiato.
  • Se si vuole riproporre consigliano anche l'olio d'oliva =D


  • L'ALBERO DELLA VITA - Potevo mancare l'attrazione principale? Assolutamente no.
    Andando su e giù per il decumano lo vedi già dalle prime ore che sei all'Expo, è esattamente a metà dell'esposizione e sorveglia il maxi padiglione dell'Italia. Durante il giorno si addobba in maniera diversa e alla sera da il meglio di sé con i suoi giochi di luce e acqua dalla fontana. Ogni tot c'è uno spettacolo dove si anima maggiormente con tutti i suoi Led e musica. Consiglio di segnarsi l'orario e andare a quell'ora per apprezzarlo al 100%.

Ed ecco che finisce la mia giornata all'Expo.
È bello, questo è indiscutibile. L'ho trovato ben organizzato e affascinante. Bisogna andare e visitarlo pazientemente, magari farsi un piano per visitare quei 3 padiglioni famosi, che si vogliono proprio vedere e pensare che tutto il resto che si riesce a visitare è tutto un guadagno.
Penso che la cosa migliore sia andare almeno due giorni, se io avessi potuto sicuramente avrei ancora voluto vedere la Corea, il Brasile, gli Emirati Arabi uniti e l'Italia (che è gigante).
Comunque sono molto contento della mia gita ed esperienza.
Sono contento umanamente perché sono fiero del mio paese che è riuscito ad organizzare tale evento e sono contento anche in qualità di food blogger perché mi ha formato tanto e fatto scoprire tante belle cose del mondo in cui vivo.
Ah si... ultima domanda...

COSA HO MANGIATO ALL'EXPO?
Non è un street food party, è un esposizione culturale che come tema tratta la nutrizione e il problema di essa negli anni a venire.
Certo ci sono tanti banchetti, tantissimi ristoranti, molteplici aeree ristoro, ma sicuro uno non deve visitare i padiglioni con l'aspettativa di ricevere assaggini o cose varie. Anche se alcuni padiglioni, effettivamente, qualcosa ti fanno provare.
Io so del Giappone che ti offre il Sakè e la Russia la Vodka.
Se avessi avuto la possibilità di provare un ristorante a tema, me lo sarei tenuto per la cena, mentre per il pranzo, cosa che ho fatto, ho mangiato nelle aree ristoro con pizza e panini (le cose meno dispendiose) e ho sperimentato i dolcini tipici dei vari padiglioni come merenda.
Totale spesa sostenuta per l'avventura ad Expo? Evitando di fare lo sperperone, ma togliendomi qualche sfizio, meno di 70€.
Allora, che ne dite della mia giornata? Anche a voi è piaciuto Expo?
State pensando di andarci? E che padiglioni non volete proprio perdervi?
Fatemi sapere tutto nei commenti.
A presto.

2 commenti:

  1. Grazie per tutte le informazioni, in particolare ho capito che puó valere la pena di fare tutta quella coda per il padiglione Giappone che vorrei proprio visitare... Ciao!

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    1. Sono contento che ti possano aver ispirato. Il Giappone per me ha valso proprio la pena l'attesa! =)

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